Briefing settimanale selettivo per Pronto Soccorso ed emergenza preospedaliera/118.
Nella finestra successiva all’ultimo briefing emergono tre contributi utili: un aggiornamento formale sulla neutralizzazione degli antitrombotici nell’emorragia intracranica, un trial sull’ictus basilare e un quadro operativo per l’ecografia Point-of-Care (POCUS). Nessuna novità solida e immediatamente practice-changing in rianimazione, sindromi coronariche acute, tossicologia o trauma maggiore.
1. Emorragia intracranica associata ad antitrombotici: aggiornamento NCS–SCCM
Fonte e data: Neurocritical Care Society–Society of Critical Care Medicine, Neurocritical Care, 24 settembre 2026. DOI e testo dell’aggiornamento.
Tipo di documento: linea guida focalizzata, elaborata con revisione sistematica e metodo GRADE; aggiorna le raccomandazioni del 2016.
Che cosa cambia:
- Nell’emorragia intracranica associata ad apixaban o rivaroxaban viene suggerito il concentrato di complesso protrombinico a quattro fattori (4F-PCC) rispetto ad andexanet alfa: raccomandazione condizionale, con certezza moderata nell’emorragia spontanea e molto bassa in quella traumatica.
- Non associare di routine andexanet alfa e PCC, salvo eccezioni motivate.
- In caso di antiaggreganti, evitare la trasfusione piastrinica nell’emorragia intraparenchimale spontanea senza indicazione neurochirurgica; considerarla se il paziente assume aspirina e deve essere operato.
- Non viene più formulata una raccomandazione a favore della desmopressina: le prove sono insufficienti.
- Nell’emorragia traumatica i test viscoelastici possono essere considerati, ma con certezza molto bassa.
PRIMA → ADESSO
Andexanet spesso preferito → 4F-PCC suggerito come prima opzione.
Desmopressina 0,4 microgrammi/kg considerata → nessuna raccomandazione.
Piastrine empiriche → evitarle se non è prevista neurochirurgia.
Popolazione e numeri essenziali: la revisione considera emorragie intracraniche spontanee e traumatiche associate ad anticoagulanti o antiaggreganti. Nel trial ANNEXA-I, l’efficacia emostatica è stata 67,0% con andexanet contro 53,1% con terapia usuale; mortalità 27,8% contro 25,5% e trombosi 10,3% contro 5,6%.
Qualità e limiti: molte raccomandazioni sono condizionali. Confronti diretti scarsi, forte eterogeneità e bilancio incerto tra controllo dell’ematoma, trombosi e mortalità.
Implicazione per PS/118: identificare farmaco, ultima dose, funzione renale, sede dell’emorragia e necessità neurochirurgica; attivare precocemente centro ictus/neurochirurgia e protocollo di antagonizzazione. Evitare la combinazione automatica di antidoti e la trasfusione piastrinica riflessa.
Cambia oggi l’algoritmo? — DA VALUTARE URGENTEMENTE. Il documento giustifica una revisione del protocollo locale, ma richiede recepimento multidisciplinare e verifica di disponibilità, dosaggio e governance dei farmaci.
Applicabilità in Italia: elevata, ma andexanet alfa rimane autorizzato nell’Unione europea; la scelta deve essere formalizzata localmente con neurologia, neurochirurgia, anestesia-rianimazione, farmacia e medicina trasfusionale.
2. ATTENTION LATE: tenecteplase tardiva prima della trombectomia nell’occlusione basilare
Fonte e data: JAMA, 23 settembre 2026. Articolo originale.
Tipo di evidenza: trial randomizzato, multicentrico, in aperto.
Popolazione e contesto: 330 pazienti in 40 centri cinesi, con occlusione dell’arteria basilare, punteggio NIHSS almeno 10, arrivo diretto in centro endovascolare tra 4,5 e 24 ore dall’esordio.
Intervento: tenecteplase 0,25 mg/kg, massimo 25 mg, seguita da trombectomia, rispetto alla sola trombectomia.
Risultati: indipendenza funzionale nel 30% in entrambi i gruppi, differenza assoluta −0,18%; emorragia intracranica sintomatica 5% contro 4%; mortalità 40% contro 43%.
Qualità e limiti: randomizzazione robusta, ma studio in aperto, condotto esclusivamente in Cina e in centri con accesso diretto alla trombectomia. Non risponde alla questione del paziente valutato inizialmente in un centro spoke.
Implicazione per PS/118: non estendere la tenecteplase alla finestra 4,5–24 ore prima della trombectomia nell’occlusione basilare sulla base di questo studio. Restano centrali riconoscimento precoce, angio-TC e trasferimento rapido.
Cambia oggi l’algoritmo? — NO. Il trial non dimostra beneficio funzionale e non supporta un’estensione off-label della finestra trombolitica.
Applicabilità in Italia: nessuna modifica immediata; seguire rete ictus e protocolli regionali, con decisione condivisa con il centro neurovascolare.
3. POCUS nella sepsi: ecografia breve, mirata e seriale
Fonte e data: revisione pragmatica, Frontiers in Medicine, 22 settembre 2026. Articolo completo. Documento complementare su CJEM, 21 settembre 2026: DOI.
Tipo di evidenza: revisione narrativa operativa, non linea guida e non trial.
Messaggio principale: la POCUS dovrebbe essere breve, guidata da una domanda clinica e ripetuta dopo l’intervento, non usata come screening esteso o risposta autonoma.
- Ricerca della fonte: polmone, addome, vie urinarie e tessuti molli quando pertinente.
- Fenotipo emodinamico: ECO cardiaca focalizzata, sollevamento passivo degli arti inferiori con variazione del VTI e valutazione polmonare seriale.
- Congestione: VExUS opzionale nei pazienti selezionati, senza trasformarlo in obiettivo isolato.
PRIMA → ADESSO
Esame unico e prolungato → domanda specifica, tempo limitato, decisione e rivalutazione.
Vena cava inferiore isolata → integrazione di cuore, polmone, risposta dinamica e perfusione.
Qualità e limiti: sintesi clinicamente utile, ma priva di una nuova prova randomizzata di miglioramento della mortalità. Forte dipendenza da competenza dell’operatore e contesto.
Implicazione per PS/118: usare la POCUS per modificare decisioni concrete su fluidi, vasopressori e diagnosi differenziale; non ritardare antibiotici, TC o controllo della fonte.
Cambia oggi l’algoritmo? — NO. Può migliorare il processo decisionale, ma non sostituisce protocolli di sepsi né giustifica obiettivi basati sulla sola vena cava o sul solo VExUS.
Applicabilità in Italia: immediata dove esistono formazione, supervisione, archiviazione delle immagini e verifica delle competenze.
Da applicare subito
- Nell’emorragia intracranica documentare antitrombotico, ultima dose, funzione renale e indicazione neurochirurgica.
- Evitare la trasfusione piastrinica automatica nell’emorragia spontanea senza chirurgia prevista.
Da discutere nel team
Rivedere il protocollo per apixaban e rivaroxaban: 4F-PCC rispetto ad andexanet, divieto di associazione routinaria, disponibilità, dosi e responsabilità prescrittiva.
Da non cambiare ancora
- Non introdurre tenecteplase tra 4,5 e 24 ore prima della trombectomia nell’occlusione basilare.
- Non rendere obbligatorio VExUS e non decidere i fluidi dalla sola vena cava inferiore.
Tre fonti da leggere integralmente
- Aggiornamento NCS–SCCM sulla neutralizzazione degli antitrombotici
- ATTENTION LATE, JAMA
- POCUS nella sepsi, Frontiers in Medicine
Intelligenza artificiale
Sezione omessa questa settimana. La nuova metanalisi sull’intelligenza artificiale applicata alla TC encefalo senza contrasto mostra accuratezza retrospettiva a bassa certezza, senza dimostrazione di riduzione dei tempi di riperfusione o miglioramento degli esiti clinici. Fonte.
Nota editoriale: contenuto realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposto a revisione medica. Non sostituisce linee guida ufficiali, protocolli locali o giudizio clinico.
