Categoria editoriale: Evidence Update / Linee guida & Consensus
Data ultima verifica: 27/09/2026
Ambito: Pronto Soccorso, emergenza territoriale 118 e area critica
In breve
- Nuove raccomandazioni WSES sul trauma del colon e del retto favoriscono una strategia selettiva guidata dalla fisiologia.
- La trombolisi dello stroke oltre 4,5 ore offre beneficio nei pazienti selezionati con imaging, con aumento del rischio emorragico.
- Nell’arresto cardiaco, prolungare l’ipotermia a 33 °C non ha migliorato gli esiti neurologici nel trial ICECAP.
- Nell’embolia polmonare, la qualità diagnostica dipende soprattutto dalla corretta selezione iniziale del paziente da sottoporre agli esami.
- Nel trauma emorragico cresce l’impiego precoce di sangue intero, ma restano ampie differenze tra ospedali.
1. Embolia polmonare: decidere correttamente chi deve essere indagato
Studio osservazionale su 4.180.159 accessi in 29 Pronto Soccorso. I medici con maggiore intensità di test avevano una resa diagnostica dell’angio-TC polmonare inferiore: 6,4% contro 9,6%. Tuttavia, strategie meno intensive erano associate a un maggior numero di possibili diagnosi inizialmente mancate, complessivamente circa l’1,4% delle embolie polmonari.
Implicazione per PS/118: utilizzare probabilità pre-test, criteri PERC nei pazienti a rischio molto basso e D-dimero aggiustato per età. Evitare l’angio-TC dopo un D-dimero correttamente negativo, senza trasformare la riduzione degli esami in sottodiagnosi.
Cambia oggi l’algoritmo? NO. Rafforza l’uso coerente degli strumenti già validati; essendo osservazionale, non stabilisce nuove soglie.
2. Trauma del colon e del retto: nuove raccomandazioni WSES
- La TC con contrasto è l’esame iniziale, ma una TC negativa non esclude completamente una lesione intestinale.
- Discontinuità della parete, aria extraluminale o stravaso mesenterico attivo orientano verso l’intervento.
- Nel sospetto trauma rettale, TC associata a proctoscopia raggiunge una sensibilità di circa 97%.
- Il contrasto rettale di routine non è raccomandato.
- Nel paziente stabile sono preferibili riparazione primaria o resezione con anastomosi rispetto alla derivazione sistematica.
- Profilassi antibiotica generalmente non oltre 24 ore.
PRIMA → ADESSO: derivazione fecale frequentemente adottata → riparazione o anastomosi selettiva, guidata da stabilità, perfusione, contaminazione e possibilità di chiusura fasciale.
Cambia oggi l’algoritmo? SÌ, DA RECEPIRE LOCALMENTE. Documento utile per aggiornare i protocolli condivisi fra Pronto Soccorso, radiologia, chirurgia e trauma team; molte raccomandazioni poggiano però su evidenze osservazionali.
3. Stroke ischemico: trombolisi selezionata oltre 4,5 ore
Metanalisi di 14 studi randomizzati e 4.174 pazienti. Nei pazienti selezionati, generalmente mediante TC perfusionale o RMN, la trombolisi oltre 4,5 ore era associata a un aumento degli esiti funzionali eccellenti (RR 1,22) e dell’indipendenza funzionale (RR 1,12), senza differenza significativa nella mortalità. L’emorragia intracranica sintomatica aumentava (RR 2,44). Il beneficio assoluto corrispondeva a circa un esito favorevole aggiuntivo ogni 12–16 pazienti; un’emorragia sintomatica aggiuntiva ogni 62.
PRIMA → ADESSO: finestra temporale rigida di 4,5 ore → possibile trattamento fino a 24 ore in pazienti accuratamente selezionati sulla base del tessuto cerebrale ancora recuperabile.
Cambia oggi l’algoritmo? SÌ, NEI PERCORSI STROKE ATTREZZATI. Un paziente oltre 4,5 ore o con esordio non noto non deve essere escluso automaticamente: occorre attivare rapidamente lo Stroke Team e l’imaging avanzato. I risultati non autorizzano la trombolisi indiscriminata di tutti i late presenter.
4. Arresto cardiaco: durata dell’ipotermia terapeutica
Nel trial randomizzato adattativo ICECAP, 1.158 pazienti comatosi dopo arresto cardiaco extraospedaliero sono stati assegnati a durate di raffreddamento a 33 °C comprese fra 6 e 72 ore. L’aumento della durata non ha migliorato l’esito neurologico a 90 giorni né la mortalità.
Cambia oggi l’algoritmo? DA VALUTARE. Lo studio riguarda pazienti che avevano già raggiunto una temperatura inferiore a 34 °C entro quattro ore. Non dimostra che tutti debbano ricevere soltanto sei ore di raffreddamento e non riduce l’importanza del controllo della temperatura e della prevenzione della febbre.
5. Arresto cardiaco nell’anziano: peso del tempo senza RCP
Registro giapponese comprendente 259.851 arresti cardiaci testimoniati in persone di almeno 65 anni. La probabilità stimata di esito neurologico favorevole scendeva sotto l’1% dopo 14 minuti fra 65 e 74 anni, 11 minuti fra 75 e 84 anni e circa 2 minuti fra 85 e 94 anni.
Implicazione per il 118: rafforza l’importanza della RCP immediata del testimone, delle istruzioni telefoniche della centrale e della riduzione assoluta del tempo di no-flow.
Cambia oggi l’algoritmo? NO. Le soglie sono prognostiche e osservazionali e non devono essere utilizzate isolatamente come criteri rigidi per non iniziare o interrompere una rianimazione.
6. Trauma emorragico: cresce l’impiego di sangue intero
Studio su 71.997 traumatizzati in shock emorragico trattati in 650 ospedali statunitensi. L’impiego di trasfusione bilanciata o sangue intero è aumentato dal 12,4% nel 2018 al 37,6% nel 2024, soprattutto per la diffusione del sangue intero a basso titolo di gruppo O. Le differenze fra ospedali spiegavano il 24% della variabilità.
Cambia oggi l’algoritmo? NO, MA ORIENTA L’ORGANIZZAZIONE. Conferma l’evoluzione verso prodotti emostatici precoci e protocolli di trasfusione massiva; lo studio descrive l’adozione e non dimostra direttamente una riduzione della mortalità.
Da applicare subito
- Non escludere automaticamente dalla valutazione riperfusiva lo stroke oltre 4,5 ore: attivare il percorso di selezione con imaging.
- Applicare in modo sistematico probabilità pre-test, PERC e D-dimero aggiustato per età nel sospetto di embolia polmonare.
- Ridurre il tempo di no-flow attraverso RCP precoce e istruzioni telefoniche del 118.
Da discutere nel team
- Aggiornamento del protocollo sul trauma colorettale con chirurgia e radiologia.
- Durata del controllo di temperatura dopo arresto cardiaco e rapporto con i protocolli locali.
- Disponibilità di sangue intero e organizzazione della trasfusione massiva nel trauma.
Da non cambiare ancora
- Non usare soglie di no-flow basate sull’età come regole isolate per terminare la rianimazione.
- Non estendere la trombolisi tardiva in assenza di selezione clinica e neuroradiologica appropriata.
- Non interpretare lo studio sul sangue intero come prova definitiva di superiorità sulla mortalità.
Fonti primarie
- Janke AT et al. Decision Moments and Pulmonary Embolism Diagnostic Quality in the Emergency Department. JAMA Network Open. 2026;9:e2635312. DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.35312.
- Ribeiro MAF et al. Management of Colon and Rectal Injuries From Blunt and Penetrating Trauma. JAMA Surgery. Pubblicato online 23 settembre 2026. DOI: 10.1001/jamasurg.2026.4263.
- Patel S et al. Intravenous Thrombolysis Beyond the Conventional Time Window for Acute Ischemic Stroke. JAMA Network Open. 2026;9:e2626990. DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.26990.
- Meurer WJ et al. Duration of Therapeutic Hypothermia After Out-of-Hospital Cardiac Arrest: ICECAP. JAMA. 2026;336:857–867. DOI: 10.1001/jama.2026.10247.
- Kishihara Y et al. No-Flow Duration and Outcomes After Cardiogenic Out-of-Hospital Cardiac Arrest in Older Adults. JAMA Network Open. 2026;9:e2631343. DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.31343.
- Acharya P et al. Balanced Component and Whole-Blood Transfusion Practices in US Trauma Centers. JAMA Network Open. 2026;9:e2632334. DOI: 10.1001/jamanetworkopen.2026.32334.
Data dell’ultima verifica
27 settembre 2026 — EmergMemo.com
Nota clinica. Contenuto informativo e formativo: non sostituisce il giudizio clinico, i protocolli locali o le linee guida ufficiali aggiornate. Verificare sempre indicazioni, dosaggi, controindicazioni e fonti primarie.
